Paperino compie 85 anni: analisi sociologica di un’anatra

Paperino ci accompagna con le sue (dis)avventure da poco meno di un secolo. Ma chi è realmente quest’anatra e come s’inserisce all’interno della città in cui vive, nei rapporti coi suoi abitanti?

Come noto, Paperopoli si affaccia sul mare del Calisota lungo la costa occidentale degli Stati Uniti e presenta una società solare e dallo spirito progressista, un sindaco maiale, priva di chiese o altri centri religiosi, ricco di donne (per lo più, ma non esclusivamente, papere) emancipate e indipendenti che vivono da sole e lavoratrici, anche se spesso non è chiaro il settore di competenza. Paperopoli è inoltre all’avanguardia nello sviluppo della tecnologia, settore ben rappresentato dall’inventore su commissione Archimede Pitagorico, e funge da complemento alla supremazia nella ricerca scientifica pura di Topolinia, la quale vanta dal canto suo i laboratori-musei del dottor Enigm.

In tale contesto si muove il nostro eroe: Paolino Paperino, legittimo erede del noto tycoon Paperon de Paperoni.

Paperino è uno spirito libero, abita in una villetta indipendente circondata da un giardino incentrato su un’amaca (strumento principe per la pratica dello yoga nidra da parte del suo unico utente) e di cui non paga mai l’affitto al locatore, il succitato Zio Paperone che di conseguenza si rifà del credito accumulato permettendo al nipote di sdebitarsi tramite lavoretti, per lui personalmente o per una delle tante aziende di cui è proprietario. Paperino vanta svariati talenti, quindi lo zio lo può impiegare come giornalista presso il Papersera (affiancandogli il cugino Paperoga, l’affidabilità fatta papero!) o assegnandogli altri incarichi quali pilota di Formula 1 oppure di vascelli spaziali. La paga non è granché, laddove sia concessa (assai di rado, praticamente mai) tuttavia causa lo stato di perenne precarietà in cui sguazza è impossibile per Paperino rifiutare il richiamo del Paperone, ma alla fin fine rimpiangerebbe comunque di aver rinunciato all’Avventura, divenendo quindi più complice che succube del ricco zio.

È ufficiosamente fidanzato con Paperina, ma i due non convivono. Non si tira indietro di fronte alla responsabilità di dover temporaneamente (da più di ottant’anni) accudire Qui, Qui e Qua, figli di sua sorella, nonostante il costante rischio le tre sveglie Giovani Marmotte (sorta di boy scout laici) possano scoprire nell’armadio l’ingresso al rifugio sotterraneo che funge da base per il supereroe-simbolo della città, Paperinik.

Insomma, potremmo definire Paperino un fulgido esempio di proletario seppur privo di figli propri, un amante della vita stabile e monotona (almeno fino a mezzanotte) che, nonostante le tasche vuote, si arrabatta per non far mai mancare nulla ai suoi cari e in fondo scarsamente interessato al vil denaro che un giorno erediterà.

Buon compleanno, Paperino!

Di Corrado Festa Bianchet

 

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