Marte nasconde enormi ghiacciai sotterranei, rivela una ricerca a guida italiana

La presenza di acqua su Marte sotto forma di ghiaccio è un fatto ormai accertato da diversi anni, in particolare grazie alla sonda NASA Mars Reconnaissance Orbiter, al “lavoro” intorno al Pianeta Rosso dal 2006. Nel 2018 era arrivata anche la conferma di grosse quantità d’acqua allo stato liquido, un lago salmastro sotterraneo nel polo sud marziano.

Tuttavia la nuova scoperta, avvenuta sempre tramite questo orbiter, giunge inattesa: Sharad (Shallow Subsurface Radar), strumento messo a punto dall’Agenzia Spaziale Italiana, ha individuato a un chilometro e mezzo di profondità nel polo nord marziano spessi strati di ghiaccio alternati a sottili strati di sabbia basaltica. Proprio quest’ultima sarebbe il fattore determinante per la conservazione di questi grandi depositi d’acqua ghiacciata, vere e proprie calotte polari formatesi in tempi antichi: le condizioni ambientali planetarie sono alquanto mutevoli, Marte non è certo stabile sotto questo punto di vista, e dipendono da molti fattori a partire dall’alternarsi delle stagioni, proprio come sulla Terra (e le condizioni climatiche marziane sono decisamente più estreme). Tuttavia gli strati di sabbia avrebbero preservato il ghiaccio sottostante in modo analogo a come fece la cenere vulcanica con Pompei, spiega Stefano Nerozzi della Johns Hopkins University, coautore dell’articolo apparso sulla Geophysical Research Letters che illustra i risultati della ricerca.

La scoperta si è resa possibile grazie alle proprietà dielettriche del materiale analizzato da Sharad: le onde radio attraversano ogni materiale a una velocità diversa ed è proprio questo che il radar italiano riesce a rilevare.

L’acqua conservata in questi depositi è la terza per volume fra quelle finora conosciute, una quantità tale che in caso di scioglimento ricoprirebbe l’intera superficie di Marte ad altezza d’uomo.

È un nuovo, essenziale tassello nel processo di comprensione del nostro “vicino di casa”, praticamente rivoluzionato nel corso degli ultimi anni grazie ai rover (veicoli in movimento), ai lander (fissi in un punto preciso) operanti sulla superficie e a sonde come la Mars Reconnaissance Orbiter.[Immagine JPL/NASA]

Di Corrado Festa Bianchet

 

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