Cimici, dall’era dei dinosauri ai nostri letti

Le cimici hanno convissuto con l’homo sapiens fin dalla sua apparizione, 1,6 milioni di anni fa. Possiamo anzi dire abbiano da sempre approfittato di noi, in veste di parassiti succhiasangue.

Ma la loro comparsa sulla Terra precede di molto la nostra. Anche più di quanto ritenuto finora.

Sì pensava infatti i loro primi “ospiti” fossero stati i pipistrelli, a partire da circa 47 milioni di anni fa.

Una recente scoperta induce tuttavia a retrodatarne la comparsa a 115 milioni di anni or sono, 30 milioni di anni prima dei più antichi esemplari di mammiferi alati mai rinvenuti.

La ricerca, condotta da scienziati delle Università di Sheffield, Bergen e Dresda, si è rivelata lunga e faticosa: campioni sono stati raccolti non solo comodamente nei musei di tutto il mondo ma anche sugli odierni pipistrelli, sui bisonti, all’interno di profonde caverne, in nidi d’uccello per raggiungere i quali si è reso necessario inerpicarsi su ripide scogliere. Lo studio delle cimici può risultare piuttosto avventuroso.

Dopo quindici anni, i risultati: l’evoluzione di questi insetti è assai più complessa di quanto si immaginasse e inizia quantomeno in piena era dei dinosauri per poi evidentemente sopravvivere al disastro cosmico che ne causò l’estinzione. È comunque piuttosto improbabile si nutrissero del loro sangue, dal momento che sono soliti proliferare fra creature che vivono in un qualche tipo di casa, come abitudine dei mammiferi o degli uccelli ma non degli antichi lucertoloni.

Le cimici ci hanno accompagnato lungo tutta la nostra esistenza, ma all’indomani della seconda guerra mondiale la loro presenza si era ridotta fino a sparire quasi del tutto per ragioni tutt’ora non chiare, salvo poi riapparire negli ultimi trent’anni forse a causa della diffusione dei sistemi di condizionamento all’interno degli appartamenti che hanno creato un ambiente adatto alla loro proliferazione e al cambiamento climatico in corso.

Lo studio delle cimici e della loro evoluzione soprattutto in rapporto all’uomo è importante per comprendere i fattori che determinano la scelta della specie ospite e come esse stesse e altri insetti siano legate alla diffusione delle malattie di cui sono veicoli.

Di Corrado Festa Bianchet

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...