Aswan: scoperta un’antica tomba egiziana con più di 30 mummie

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Martedì pomeriggio (23 aprile 2019) gli archeologi hanno scoperto un’antica tomba egiziana scavata nella roccia, situata nella provincia meridionale di Aswan, con più di 30 mummie.

La tomba, nascosta dietro una parete di roccia che le ha permesso di sfuggire alle razzie dei predoni, apparteneva ad un capo carovana molto importante di nome Tjt e risalirebbe al Periodo Greco-Romano (332 avanti Cristo-395 dopo Cristo).

All’interno sono stati trovati sia i corpi di numerosi adulti, tra cui quello di una mamma che è stata seppellita con il proprio figlio, sia di numerosi bambini.

I corpi erano immagazzinati in diverse camere funerarie con vari manufatti, vasi con cibo ancora intatto e persino la barella utilizzata per depositare le mummie nella tomba.

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Due delle mummie ritrovate all’interno della tomba di Aswan.

La spedizione, composta per lo più da archeologi egiziani e italiani, ha fatto la scoperta presso l’area del Mausoleo di Aga Khan, posizionato sulla Aswan West Bank.

Oltre alle mummie hanno trovato anche pezzi di bara dipinti con iscritto il nome di uno dei proprietari e un’invocazione agli dei Khnum, Satet e Anuket, così come anche a Hapy, il dio del Nilo.

La sepoltura è formata da una scala in pietra, fiancheggiata da blocchi scolpiti che conducono alle camere funerarie. L’ingresso era sigillato da un muro di pietra che è stato rinvenuta nella sua posizione originale sopra la scala.

All’entrata della stanza, gli archeologi hanno trovato anche vasi contenenti bitume per la mummificazione, cartonnage bianco (un materiale utilizzato per le maschere funerarie in epoca romana nell’antico Egitto, meno costoso e più pratico rispetto all’oro) e una lampada.

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La statuetta del Ba. Per gli antichi Egizi era il simbolo dell’anima del defunto.

A destra e a sinistra della porta sono stati scoperti invece frammenti di cartonnage dipinto e decorato con oro, frammenti di maschere funerarie e una statuetta ben conservata che raffigura il Ba, la creatura mezzo uomo e mezzo uccello che per gli antichi Egizi era il simbolo dell’anima del defunto.

Si tratta di una delle scoperte più importanti del Periodo Greco-Romano nell’antico Egitto dopo quella delle mummie d’oro dell’oasi di Bahariya, avvenuta nel 1996 grazie ad un piede messo in fallo da un mulo e dove furono ritrovate 142 mummie (anche se gli esperti credono ancora che il numero possa salire fino a 10’000 vista l’estensione della necropoli), ciascuna ricoperta d’oro e di splendide decorazioni.

Di Francesca Orelli

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