Millennials e centennials: il rapporto Civita esplora le nuove generazioni

Millennials è il termine ormai entrato nell’uso comune per identificare i nati fra il 1981 e il 1996 secondo alcuni (come il Pew Research Center), fra il 1986 e il 2003 (*) secondo altri, come gli autori dell’XI° Rapporto Civita “Millennials e Cultura nell’era digitale. Consumi e progettualità culturale”.

Presentato giovedì 4 aprile presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il rapporto (volume pubblicato da Marsilio Editore) cerca di fare luce su abitudini, cultura, vita delle persone che forgeranno, e in parte hanno già iniziato a farlo, il mondo di domani.

Un primo rilievo salta subito all’occhio: a conoscere meglio i millennials sono soprattutto le società di marketing, ben consapevoli dell’importanza di questa peraltro ampia fascia di età nell’ambito dei consumi. E a dimostrare scarsa conoscenza sul loro stile di vita e approccio alla cultura è in realtà proprio chi tende a denigrarli.

Il gap generazionale che si è creato in pochi anni può essere in parte giustificato dal rapido e massiccio ingresso delle nuove tecnologie di comunicazione nella nostra società, e i millennials possono già essere definiti nativi digitali; il fatto di trovarsi a proprio agio con la comunicazione moderna attraverso internet e i social network o la fruizione di contenuti in streaming non sembra frenare l’interesse dei millennials nei confronti di modi di comunicare “tradizionali” quali le sale cinematografiche o i musei; il rapporto Civita evidenzia piuttosto un approccio più dinamico e interattivo con le varie forme di espressione culturale, assai variegato e visto anche come opportunità di crescita personale e sociale.

Il rapporto ha lo scopo di fornire una guida a chi dovrebbe provvedere al sostegno e alla formazione delle nuove generazioni (in primis le istituzioni pubbliche a ogni livello) ma che spesso dimostra di conoscerle poco, perlopiù sottovalutando l’importanza da esse attribuita ad arte e cultura nell’ambito della propria quotidianità.
I millennials e i centennials sono il nostro domani, conoscerli e garantire loro un giusto approccio formativo è indubbiamente a dir poco doveroso, da parte delle generazioni che li hanno preceduti.

(*) In realtà il rapporto prende in considerazione anche parte della generazione definita centennials che include i nati fra la metà degli anni 90 e il 2012.

Di Corrado Festa Bianchet

 

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