Gerusalemme: una scoperta risalente a 2600 anni fa lascia sorpresi gli archeologi

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Gli archeologi hanno sempre creduto che, nell’Antichità, i polli fossero addomesticati per il semplice gusto di vederli combattere, un passatempo che i nostri avi trovavano molto divertente.

Tuttavia domenica 14 aprile 2019, mentre analizzavano il contenuto di una spazzatura risalente al Tardo Periodo del Primo Tempio, gli archeologi hanno scoperto che gli antichi abitanti di Gerusalemme mangiavano anche le uova.

A quel tempo Gerusalemme era sotto il dominio dei Babilonesi e del famigerato re Nabucodonosor, che la controllava tramite un re vassallo, Sedechia di Giuda (membro della linea davidica e figlio del re Giosia).

Sedechia però, dopo un breve regno di nove-dieci anni, dovette fare i conti con una ribellione sconsiderata, che fece irritare gli stessi Babilonesi, tanto da spingerli a distruggere più volte la città.

Inoltre, anche se la storia biblica racconta che, dopo quella ribellione, gli ebrei sopravvissuti furono banditi, alcuni di essi rimasero nella Città di Davide.

E gli ebrei che vivevano nella Gerusalemme di quel tempo, così come gli invasori, mangiavano uova di gallina, come affermato dagli archeologi della Bar-Ilan University.

Perché il consumo di uova ha destato così sorpresa nei ricercatori? Perché, come riferito dal professor Amar ad Haaretz, nel corso dei secoli si pensava che i polli fossero tenuti principalmente come animali domestici per l’intrattenimento, in particolare per i combattimenti.

I galli infatti erano, e sono tuttora, noti per essere aggressivi e territoriali, e pare che gli antichi si divertissero molto a vederli combattere e mutilarsi l’uno contro l’altro.

E questo passatempo, a quanto sembra, era già apprezzato durante la Preistoria in tutto il subcontinente indiano.

I frammenti di gusci d’uova, che fino ad ieri non era mai stati visionati, erano stati scoperti nel 2009 dal dottor Eilat Mazar dell’Università Ebraica all’interno dei resti di un complesso governativo risalente al periodo del Primo Tempio, situato sotto il Monte del Tempio.

Se i polli fossero stati allevati soltanto per fini decorativi, per riprodursi e per combattere, i gusci sarebbero stati ritrovati nei pollai, non tra i detriti di un’antica cucina israelita.

I frammenti ritrovati in quantità eccezionali hanno inoltre permesso, tramite un algoritmo sviluppato dal dottor Avshalom Karasik, di ricostruire queste uova antiche.

L’antico uovo di gallina di Gerusalemme era alto circa 50 millimetri, mentre il suo diametro era di 40 millimetri, per un volume totale di 61 centimetri cubici.

Di Francesca Orelli

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