Star Trek e la curiosa genesi del signor Chekov

Star Trek vanta da cinquant’anni un’influenza culturale globale senza pari nel mondo dei media. Fra le caratteristiche iconiche della serie originale vi è senza dubbio l’equipaggio multietnico: prodotto nel contesto storico della seconda metà degli anni 60, il telefilm include fra i protagonisti un americano del nord, uno del sud, un giapponese, uno scozzese e una donna afroamericana, oltre all’alieno Spock e diverse altre etnie rappresentate come personaggi secondari via via nel corso degli episodi (francesi, irlandesi, anche italiani). E il signor Chekov, il russo? Esordì all’inizio della seconda stagione, ma il personaggio inizialmente doveva essere assai diverso.

Già durante la messa in onda dei primi episodi della prima stagione, il creatore della serie Gene Roddenberry sentiva il bisogno di rivolgersi a un pubblico più vasto colmando l’assenza di un personaggio con cui i ragazzi dell’epoca si potessero identificare.

La scelta cadde su un giovane ribelle capellone e dall’accento britannico, in stile Beatles. In realtà il riferimento culturale erano i Monkees gruppo americano il cui breve ma intenso successo si sovrappose alla messa in onda di Star Trek.

Il produttore Herb Solow fu il primo a diffondere la notizia (in seguito Roddenberry indicò come fonte “uno degli attori”, senza tuttavia mai specificarne il nome) che la Pravda, organo d’informazione ufficiale sovietico, avesse in un articolo criticato l’assenza, fra tutte quelle nazionalità, d’un russo a bordo dell’Enterprise. Eppure l’allora Unione Sovietica stava in quel momento primeggiando nella corsa allo spazio!

Roddenberry colse la palla al balzo, rammaricandosi anzi di non averlo inserito nel cast fin da subito. Il giovane Chekov mantenne il temperamento originariamente previsto, sia pur adattato alla Madre Russia, e anche il taglio a caschetto alla Beatles/Monkees. L’attore Walter Koenig dovette addirittura inizialmente indossare una parrucca, in attesa che i capelli gli crescessero abbastanza per il ruolo.

Tuttavia…

Oggi definiremmo la notizia dell’editoriale della Pravda una fakenews.

Sono stati fatti negli anni molti tentativi di capirne la vera origine. Lo stesso William Shatner (il capitano Kirk) conferma trattarsi di una voce messa volutamente in giro dall’ufficio pubbliche relazioni della casa di produzione, ma anche lui parla per sentito dire.

Purtroppo Gene Roddenberry scomparve nel 1991, ma esiste tuttora copia d’una lettera che inviò alla Pravda, senza peraltro ottenere risposta, e l’idea generale di chi si è occupato della vicenda è che egli credesse sinceramente nell’esistenza di quell’articolo. Che avrebbe quindi, pur non esistendo, portato infine un ragazzo dal marcato accento russo a bordo dell’astronave più famosa della storia della televisione.

Nella versione italiana, nelle serie e nei film in cui il personaggio è interpretato da Walter Koenig curiosamente tale accento scomparve, insieme a quello scozzese del signor Scott: fece capolino solo in una singola scena del film Rotta Verso la Terra, quando Chekov viene sorpreso a bordo della portaerei Enterprise in piena Guerra Fredda, nel 1986. Senza alcuna alcuna apparente ragione, Chekov proprio durante l’interrogatorio cui è sottoposto dagli ufficiali americani sfodera il suo evidente accento russo.
Misteri del doppiaggio!

Di Corrado Festa Bianchet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...