Topolino, ovvero “Ignorante sarà lei!”

C’è un settimanale che viene spesso menzionato con l’intento di sminuire l’oppositore in un dibattito: “L’ultima cosa che hai letto è Topolino!” oppure “Dove le hai prese queste informazioni? Su Topolino?”.

Questo atteggiamento viene tenuto sui media da diversi giornalisti o esponenti politici, trasversalmente, senza distinzione di schieramento o ideologia.

Ma forse sono proprio gli autori di queste chiamate in causa fuori luogo a poter, se solo lo volessero, arricchire il proprio bagaglio culturale dedicandosi alla lettura del celebre periodico!

Fino alla seconda metà degli anni 80 le avventure dei Topi e dei Paperi venivano pubblicate senza alcuna indicazione sugli autori (tanto che fra alcuni persistette a lungo l’improbabile ipotesi tutte le storie fossero “scritte da Walt Disney” in persona); da Giovan Battista Carpi a Guido Martina, da Romano Scarpa a Rodolfo Cimino i nomi dietro le vignette di quei decenni sono oggi noti e rispettati da chi persevera nella propria passione per il mondo Disney italiano (una sorta di entità autonoma, considerando che il 75% delle storie coi classici personaggi sono realizzate nel nostro Paese), ma anche ai lettori più o meno giovani che si sono nel frattempo avvicinati a questo particolare universo.

È grazie all’inventiva di questi e molti altri autori, che tanti ragazzini potevano vantare nel proprio vocabolario termini inusuali nel comune linguaggio parlato ma al tempo stesso prova d’un invidiabile corredo lessicale. In virtù di queste conoscenze donateci da Topolino possiamo definire i politici di cui sopra tracotanti cerchiobottisti, masnadieri, gaglioffi, manigoldi, derelitti perdigiorno e infingardi obnubilati dalla pecunia!
Non siamo certo, noi lettori del Topo, degli allocchi, dei pivelli; forse un po’ scansafatiche, posapiano e tiratardi, ci sta… ma chi oggi non si sente un po’ Paperino vessato dal taccagno, dallo spilorcio, dal vegliardo di turno?

Oltre ad arricchire il lessico dei giovani italiani (permettendo loro, fra l’altro, di canzonare con classe), Topolino ci ha fatto conoscere, attraverso svariati espedienti, la storia d’Italia, il mondo della scienza e quello dell’economia: così, viaggiando nel tempo grazie ai macchinari del professor Enigm, Topolino e Pippo con la scusa di voler scoprire i segreti della Gioconda ci parlano della Firenze rinascimentale; oppure ci fanno capire sorridendo quanto i trasporti abbiano cambiato il mondo, tramite il milanese inventore del panettone che di fronte ai due “torinesi” si stupiva del fatto che la fama della sua creazione fosse giunta così lontano!

Grazie a Zio Paperone, i bambini hanno appreso le prime nozioni non solo di economia ma anche di scienze come tecnologia dei materiali: chi non ricorda che l’oro è “duttile e malleabile”? Se lo chiedessimo alle personalità che hanno ispirato queste riflessioni, quanti fra essi saprebbero attribuire a questi termini l’appropriata definizione? Pochi, vero?

Allora non v’è dubbio: tirare in ballo il lettore di Topolino come tipico esempio di persona ignorante altro non è se non una disgustosa ostentazione di plutocratica sicumera!
Buazz!

Di Corrado Festa Bianchet

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...