Procuste e la denigrazione del successo altrui

Procuste non era come Pippo: lo spilungone della Disney in una vignetta su Topolino era indeciso se risolvere il problema del letto troppo corto allungando il medesimo oppure tagliandosi i piedi.

Il brigante del mito greco invece sottoponeva a un simile supplizio i malcapitati viandanti che si trovavano a passare lungo la via fra Eleusi e Atene. Finito nelle sue grinfie, ti ritrovavi su un letto di pietra e Procuste ti amputava, se eri troppo alto, o ti stirava (il termine greco Prokroustês significa infatti stiratore) frantumandoti le ossa, nel caso fossi troppo basso. Secondo un’altra versione della storia i letti erano addirittura due, uno corto e uno lungo, quindi non sussisteva nemmeno la possibilità di venire graziati dall’aguzzino nel caso si risultasse casualmente dell’altezza “giusta” per il giaciglio.

Chi si trova sul letto di Procuste è quindi in una situazione con scarsissima possibilità di manovra, o si parla del tentativo di uniformare tramite coercizione ogni individuo a un medesimo standard.

Il mito può quindi, nelle locuzioni moderne, avere due possibili interpretazioni a seconda che ci si riferisca alla vittima o al carnefice.

Ma si parla di sindrome di Procuste in un’altra circostanza: la sussistenza di una forma d’invidia, non-accettazione, nei confronti di persone capaci, brillanti, in grado di ottenere successo (in qualsiasi ambito: lavoro, sport, politica…) grazie alla propria abilità, al talento.

Chi è colpito da questa sindrome non accetta di sentirsi inferiore e, anziché migliorare se stesso, tenta di sminuire, denigrare, annullare l’avversario, spesso senza farsi scrupolo di ricorrere a vili stratagemmi e condotte deplorevoli.

Questa forma d’invidia estremizzata in atteggiamenti malsani è naturalmente sempre esistita, lo testimonia il mito giunto a noi dall’antica Grecia; tuttavia essa, analogamente ad altri comportamenti abietti, si manifesta con maggiore frequenza ed evidenza nell’era della comunicazione globale, dei social network, dove il dibattito sociopolitico è esteso in tempo reale a milioni d’individui contemporaneamente.

Nel mito, l’eroico Teseo pose fine alle malefatte di Procuste, imponendogli infine il medesimo supplizio. Nella civiltà moderna è indubbiamente auspicabile convertire la seconda parte in un equo provvedimento secondo giustizia e non vendetta, ma in alcune circostanze, soprattutto quando la vittima dei novelli Procuste non ha la forza o la possibilità di reagire, l’assenza di un moderno Eroe in grado di garantire un lieto fine è sentita ancor oggi come tremila anni fa.

Di Corrado Festa Bianchet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...