DNA sintetico permette di conservare un milione di album musicali in una bomboletta spray

Il DNA è oggetto di studio non solo riguardo la conoscenza dell’uomo e la possibilità di intervenire in maniera curativa o preventiva sulla nostra salute: il fatto che esso, nella sua struttura a doppia elica, sia formato dal ripetersi di sole quattro basi azotate, dette adenina, guanina, citosina e timina, è già sfruttato artisticamente convertendo ciascun amminoacido in una nota musicale: dal momento che il DNA è unico per ogni essere umano (con la sola eccezione dei gemelli monozigoti), ognuno di noi possiede un proprio brano, per così dire. Sebbene forse non troppo orecchiabile.

Su un piano più pratico, la stessa peculiarità ha innescato nei ricercatori l’idea di poter usare i filamenti del DNA nello stesso modo in cui oggi disponiamo dei dispositivi elettronici per immagazzinare testi, audio, video tramite semplici, lunghe sequenze di 1 e 0.

Assegnando a ciascuna base azotata una coppia di numeri (00, 01, 10 e 11) si dovrebbe essere in grado di conservare qualsiasi informazione in forma digitalizzata per poi riprodurla tramite un lettore.

Ciò è divenuto realtà grazie a una tecnologia sviluppata dall’ETH (Eidgenössische Technische Hochschule), il Politecnico Federale di Zurigo.

Venuti a conoscenza di questa possibilità, il gruppo musicale britannico Massive Attack aveva annunciato in occasione del ventesimo anniversario dall’uscita di Mezzanine l’idea di trasformare il popolare album in un quadro.

Oggi è effettivamente possibile ammirare il dipinto: i filamenti di DNA sintetico sono incapsulati in microsfere vetrose del diametro di pochi micron e usate come vernice per riprodurre artisticamente la copertina del disco. Ogni bomboletta contiene letteralmente un milione di copie dell’intero album!

Il costo per la realizzazione del DNA sintetico contenente i pezzi musicali è inizialmente alto, circa 900€, ma poi il “prototipo” può venire riprodotto a costi bassissimi in milioni di copie. Attualmente per riportare il filamento a un formato leggibile servono 17 ore, ma è indubbio che in futuro questo tempo verrà azzerato, consentendoci di conservare qualsiasi tipologia di informazione, libri, canzoni, film, in pochissimo spazio e per tempi molto più lunghi rispetto a quanto possibile con le attuali tecnologie.

Di Corrado Festa Bianchet

 

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