Anamorfosi: quando l’arte si prende gioco del cervello

Anamorfosi vuol dire letteralmente ‘dare una forma nuova a una figura’.

L’anamorfosi è la realizzazione di un’immagine distorta che, se guardata da una certa angolazione o tramite uno specchio curvo, appare all’occhio umano, come per magia, ricomposta in 3D.

In sostanza la forma originaria della figura ritratta può essere distinta solo se la si osserva da un punto preciso dello spazio. Altrimenti appare deforme e incomprensibile.

Può sembrare qualcosa di complicato, in realtà è una tecnica grafica molto usata e di cui abbiamo ovunque testimonianza. Basti pensare ai segnali stradali orizzontali, alle pubblicità sulle auto sportive o nei campi di calcio.

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Immagine tratta da Didatticarte

Nell’antichità questo metodo veniva considerato magico e trasmesso segretamente da un artista a un altro. La particolare caratteristica dell’anamorfosi di cammuffare l’immagine serviva ai pittori antichi per mascherare particolari erotici, simbolici o esoterici.

'Ambasciatori' di Hans Holbein
‘Ambasciatori’ di Hans Holbein. Immagine tratta da Stile Arte

Durante il Rinascimento e il Barocco le immagini anamorfiche cominciano a diffondersi di pari passo con lo sviluppo degli studi prospettici e questa tecnica da dottrina segreta diventa una pratica sempre più usata e apprezzata.

Uno splendido esempio è l’affresco murale di Emmanuel Maignan che riveste diversi metri di una parete del convento di Trinità dei Monti a Roma. Nel dipinto l’artista ha raffigurato un normale paesaggio costiero. Se lo si ammira da un punto particolare, lungo il corridoio, quel paesaggio si trasforma e si ricompone in San Francesco di Paola, mentre prega in ginocchio.

” Perché l’occhio del dolore, lucido di lacrime accecanti, divide una cosa intera in tanti oggetti, come le prospettive che, guardate a modo giusto, mostrano nient’altro che confusione e, guardate di sbieco, distinguono la forma”

William Shakespeare (Riccardo III- atto II, scena2)

Precursori dell’anamorfosi sono stati Piero della Francesca che ne scrisse nel trattato De Prospectiva pingendi e Leonardo da Vinci con un disegno contenuto nel Codice Atlantico.

Un artista che realizzò molte opere usando l’anamorfosi è stato Erhard Schön, allievo di Dürer. Di seguito un esempio straordinario, eseguito da Schon tra il 1531 e il 1534.

Incisione di Erhard Schon
Immagine tratta da Anamorphosis

Se si osserva l’opera frontalmente si potranno percepire soltanto alcuni uomini e animali. Se invece si avvicina l’occhio al foglio e si guarda di lato l’immagine, appaiono quattro volti: Carlo V, Ferdinando I, Clemente VII e Francesco I insieme ad altre immagini che riportano alcuni episodi politici emblematici, legati a questi personaggi.

Anamorfosi: dai pittori antichi agli street artists

Gli street artists sono una versione moderna dei tradizionali ‘madonnari’, i realizzatori delle figure sacre su strade e marciapiedi.

Sono molti gli street painters che scelgono questa forma d’arte particolare. Tra i più famosi e stimati ci sono l’inglese Julian Beever e il californiano Kurt Wenner.

Beever è stato soprannominato il ‘Picasso del marciapiede‘ grazie alla bellezza delle sue opere. L’artista britannico usa la tecnica del trompe-oeil e l‘anamorfosi per creare immagini dal forte impatto visivo.

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Immagine tratta da Tissy Tech

Kurt Wenner è l’artista americano che ha inventato, nel 1984, la street painting 3d pavimentale.

Dopo aver lavorato per la NASA come illustratore scientifico, nel 1982 Wenner decide di lasciare quel lavoro per trasferirsi a Roma e studiare i maestri del Rinascimento. Oggi è considerato il padre della street painting tridimensionale.

Opera di Kurt Wenner
Immagine tratta da Art Vibes

La magia dell’anamorfosi consiste proprio in questo: si fa beffe delle normali regole della prospettiva e catapulta lo spettatore in un mondo parallelo e inaspettato.

di Virna Cipriani

 

Fonti:

“Il rebus dipinto delle anamorfosi” di Ruggero Marino

“Legàmi: l’inganno dell’occhio, le anamorfosi” di Laura Marino

“Nei labirinti dell’anamorfosi. Da un solo punto è possibile vedere Dio. La tecnica” di Maurizio Bernardelli Curuz

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