Free Route, meno inquinamento nei cieli europei

Free Route: è questo il nome del nuovo sistema implementato a partire da dicembre 2016 dall’ENAV, l’ente che in Italia gestisce il traffico aereo civile.

Finora era obbligatorio, per gli aerei, seguire una rotta basata sul posizionamento dei radiofari sparsi lungo il territorio. I motivi di sicurezza sono evidenti, ma in questo modo si era anche costretti a una sorta di percorso a zig-zag, con un maggiore dispendio di carburante e tempo nonché un più ampio rilascio di gas dannosi come la CO2 nell’atmosfera.

È stato necessario investire grandi cifre per rivedere l’intero sistema e approfittare delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie (sebbene il sistema di rilevamento satellitare già da tempo fosse ampiamente in uso in appoggio ai radiofari), ma l’italiano ENAV è il primo fra i maggiori enti continentali a dare il via alla procedura che permette di scegliere invece il percorso più breve, con un considerevole risparmio di carburante ed emissioni di CO2, rispettivamente 43 milioni di kg e 135 milioni di kg in meno nel solo 2018 (persino oltre le aspettative), in seguito ai 20 milioni di km percorsi in meno grazie alle nuove regole.

Per conseguire questo risultato si è reso necessario implementare un controllo comune del traffico aereo che travalicasse i confini nazionali, e il sistema Free Route sarà obbligatorio in tutta Europa a partire dal 2020. Il Single European Sky (SES) era già attivo dal 1999 allo scopo di uniformare regole e procedure ed EUROCONTROL, organizzazione che coinvolge le aviazioni civili e militari di 41 nazioni fra Europa e zone limitrofe, affiancherà i singoli organi governativi nel gestire e sviluppare il traffico in tutta l’area.

L’Italia sarà particolarmente privilegiata da questa razionalizzazione anche sul piano economico, grazie al raddoppio dei voli che la attraverseranno: per esempio, gli aerei diretti dalla Francia alla Turchia non saranno più costretti ad aggirarla ma la potranno sorvolare in linea retta (solo sopra i 9000 metri di quota), con il versamento delle relative tariffe per l’utilizzo del nostro spazio aereo.

Di Corrado Festa Bianchet

 

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