Auto elettriche: progetti-pilota per i ceti meno abbienti in California

L’idea che le auto elettriche siano roba da ricchi è ancora diffusa negli Stati Uniti. In effetti le vetture più economiche costano il doppio di un’auto di classe equivalente con motore a combustione. Diversi progetti mirano tuttavia a rendere disponibili veicoli a zero emissioni anche ai ceti meno abbienti.

Dopo lo scandalo dieselgate, la Volkswagen accettò d’investire due miliardi di dollari negli Stati Uniti per lo sviluppo delle infrastrutture necessarie alla diffusione delle auto elettriche, tramite la sussidiaria Electrify America: fondata nel 2016 con l’obiettivo di 500 stazioni di ricarica (ciascuna può ospitare fino a otto colonne) entro giugno 2019 in tutta la nazione, la società ha compiuto passi importanti come l’accordo con Walmart, colosso della grande distribuzione.

Però persino in California, stato che spinge molto sull’adozione di veicoli a zero emissioni, gli incentivi sull’acquisto di auto elettriche (fino a 7000$) riscuotono scarso successo, sfruttati da qualche decina di acquirenti ogni centomila abitanti.

Sacramento costituisce un vero e proprio laboratorio: sono in corso diversi progetti di car sharing a beneficio di zone ad alta densità di popolazione con basso reddito. Per l’utilizzo delle auto già da tempo poste specificamente a uso di grandi complessi residenziali sono emersi ostacoli “collaterali” come il non possesso di una carta di credito (necessaria per accedere al servizio), ma ulteriori iniziative sono da poco partite in un’area molto più ampia, come le 260 Chevrolet Bolt individuabili e prenotabili in tutta la città tramite app per smartphone che possono dopo l’utilizzo essere lasciate in una qualsiasi delle stazioni abilitate. Le tariffe si basano sul tempo di utilizzo o sulla distanza percorsa (per esempio fra i 9 e i 12$ orari, a seconda della vettura).

A fronte di critiche sugli scarsi investimenti nelle aree rurali dove risulta più difficile convincere i residenti a usare auto elettriche, Electrify America ribatte di prevedere ulteriori forti investimenti a breve termine, dichiarandosi consapevole che non tutti i progetti andranno in porto, ma esperienze come quella di Sacramento saranno utili per capire quale sarà la strada migliore da seguire su scala nazionale.

E le aziende concorrenti, infastidite dall’arrivo di una nuova realtà privilegiata dal sostegno di un colosso come Volkswagen e dello Stato, non staranno certo a guardare.

Di Corrado Festa Bianchet

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