La Donna, il Mostro e l’occasionale felino

“Nello spazio nessuno può sentirti urlare. Se vuoi salvarti, miagola!”.

Il terzo ufficiale Ellen Ripley entra nell’immaginario collettivo nel 1979 quando, in mutandine (rigorosamente sponsorizzate dalla Compagnia per la quale lavora, la Weyland-Yutani), resta faccia a faccia con una bestia assassina.

L’equipaggio della Nostromo è composto da militari, ma il loro mestiere, di fatto, è quello di corrieri spaziali; mentre stanno stanno trasportando il prezioso carico s’imbattono in un mostro un po’ diverso dal solito destinatario scorbutico: spietato, intelligente, privo di emozioni e dal sangue acido.
Bè, forse non troppo diverso da alcuni clienti scorbutici, dopotutto.
Comunque il capitano della missione dimentica di chiamarsi Dallas e non Kirk, perciò quando viola il regolamento e fa risalire a bordo Kane, vittima dell’abbraccio facciale di un’ignota creatura ragniforme, è chiaro a tutti che la tragedia è imminente.
Eppure Ellen ti aveva avvertito, cretino!

Così, un mostro dal sangue talmente acido da perforare un’astronave stermina tutti senza difficoltà. Incluso Yaphet Kotto che pure, grazie anche a un formidabile travestimento, aveva dato del filo da torcere nientemeno che all’Agente 007 (Vivi e Lascia Morire, anche James Bond avrebbe suscitato l’interesse della Compagnia…).

Ma quando gli tocca scontrarsi coi due personaggi principali del film la sua fine è inevitabile. Anche perché con gli altri aveva giocato al gatto col topo, ma in quel momento il gatto non era più lui e l’epoca della fanciulla da salvare era ormai al tramonto.

Il gatto è Jones e Ellen si preoccupa di metterlo in salvo, pur nell’imminenza del pericolo per la propria vita. Certo, prima l’aveva abbandonato chiuso dentro il suo portino a pochi metri dall’alieno, ma sono dettagli.

Forse l’errore dell’alieno è stato quello di fermarsi in cambusa a mangiare l’agliata, così quando le alita in faccia Ellen è talmente disgustata che decide di scaraventarlo nel vuoto dello spazio e poi, non contenta, lo incenerisce.

Caro mostro che stai leggendo queste righe, il concetto è chiaro: una donna determinata è di per sé un osso duro, se per di più è accompagnata da un gatto… ti conviene filartela a gambe levate!
E comunque portati sempre dietro un pacchetto di mentine.

Di Corrado Festa Bianchet

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