Supervulcano valsesiano: patrimonio UNESCO

I supervulcani si differenziano dai più comuni vulcani per le enormi dimensioni della caldera e l’assenza di coni o altre strutture che ne rivelino immediatamente la presenza.

Nel secolo passato si è scoperto che ampie depressioni circolari nel territorio sono dovute al collasso della superficie conseguente allo svuotamento della camera magmatica sottostante, dopo l’eruzione.

Gli effetti di questo genere di esplosioni sono devastanti: i flussi piroclastici di un vulcano come il Vesuvio si fanno sentire in ambito locale, ma già l’emissione di gas tossici come il diossido di zolfo( che combinandosi con l’acqua presente nell’atmosfera diventa acido solforico) può causare danni a livello globale. Questo nel caso di un supervulcano è amplificato a dismisura: il Toba (Indonesia) 75000 anni fa portò la razza umana sull’orlo dell’estinzione, riducendola forse a soli 1500 individui.

Sì conosce una dozzina di supervulcani attivi, come lo Yellowstone (sì, proprio la casa di Yogi e Bubu) e i Campi Flegrei. In Valsesia, lungo le Alpi occidentali, si trovano invece i resti di una supereruzione risalente a circa 280 milioni di anni fa.

Un fenomeno analogo ma su scala incredibilmente più ampia chiamato Trappo Siberiano avrebbe al termine del Permiano, 30 milioni di anni più tardi, portato alla più grande estinzione di massa conosciuta, la scomparsa del 90% delle forme di vita esistenti, dando avvio all’era dei dinosauri.

Il supervulcano valsesiano è ormai estinto: durante la formazione delle Alpi (fra i 60 e i 30 milioni di anni fa) la struttura fu spinta verso l’alto, rivelando strati geologici altrimenti nascosti e di difficile esplorazione. L’area inizia da Borgosesia e attraversa i comuni di Quarona, Roccapietra, Varallo e Rossa, dove in superficie sono visibili strati che un tempo giacevano venti chilometri sotto la superficie.

L’esistenza del supervulcano valsesiano fu annunciata nel 2009, mentre dal 2015 è parte dell’ UNESCO Global Geoparks. Sito di grandissima importanza per lo studio dell’evoluzione dei supervulcani e del nostro pianeta grazie alle peculiarità che lo caratterizzano, è meta di appassionati di geologia in una zona già di notevole interesse turistico sia durante il periodo invernale che in estate.

Di Corrado Festa Bianchet

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