Uomo di Neandertal: cosa mangiava? Ce lo dicono le bistecche marce

L’uomo di Neandertal si nutriva di elevate quantità di carne, come è già noto alla scienza. Nelle ossa fossilizzate di questi ominidi è possibile rilevare elevate quantità di azoto-15, isotopo più pesante del molto più comune azoto-14 e presente in scarse quantità nei vegetali; esso si concentra via via sempre più salendo lungo la catena alimentare ed è quindi presente in quantità decisamente maggiori nelle fibre animali.

Tuttavia la quantità di carne mangiata dall’uomo di Neandertal dovrebbe essere assurdamente elevata, tanto da superare quella dei moderni carnivori che si nutrono esclusivamente di carne. Si ritiene invece i Neanderthal fossero onnivori. Sono quindi in corso ricerche per cercare di scoprire di più sulla dieta dei nostri antichi cugini.

La dottoressa Kimberly Foecke in particolare sta conducendo esperimenti che implicano, in pratica, il comprare grandi quantità di bistecche per poi passare le giornate a guardarle marcire.

La ricercatrice della George Washington University si procura carne presso allevamenti in grado di garantire al bestiame condizioni il più possibile vicine a quelle degli animali allo stato brado del pleistocene, quindi ovviamente privi di trattamenti a base di ormoni e antibiotici e con una dieta basata su alimenti naturali.

Lascia poi decomporre la carne in diverse condizioni ambientali esaminandola giorno per giorno.

I risultati preliminari indicano che l’attività microbica responsabile della putrefazione spezza con facilità l’azoto-14, mentre i livelli di azoto-15 addirittura si incrementano, soprattutto durante la prima settimana. Ciò spiegherebbe in parte la presenza massiccia di questo isotopo nei fossili.

Gli uomini di Neandertal non avrebbero quindi banchettato sulla carcassa della preda appena uccisa divorandola completamente, ma ne avrebbero conservato le carni per consumarle nel corso delle settimane successive.

La dottoressa Foecke sta ora procedendo a verificare i livelli dell’isotopo dopo la cottura o trattamenti conservativi quali l’affumicatura e nel prossimo futuro la ricerca potrà rivelarci ulteriori dettagli sull’alimentazione e di conseguenza sulla vita quotidiana dell’uomo di Neandertal.

 

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