Dinosauri: il primo grande predatore è… di Varese!

Saltriovenator zanellai, primo dinosauro del giurassico ritrovato in Italia, prende il nome dal luogo del rinvenimento, una cava di Saltrio (Varese), da Angelo Zanella del “Gruppo Brianteo Ricerche Geologiche”, autore della scoperta avvenuta nel 1996, e dal latino venator, cacciatore.

L’estrazione dalla durissima roccia richiese due anni e fino al 2000 i blocchi rimasero in deposito poiché vi erano altri lavori in attesa. La portata del ritrovamento non emerse quindi in tempi rapidi, tanto che l’annuncio risale a novembre 2018.

Lombardia, giurassico inferiore, 198 milioni di anni fa: rigogliose foreste sorgevano su isole la cui estensione non è ancora ben chiara: è lo scenario nel quale cacciava questo giovane bipede. Dopo la morte finì in mare, trascinato per un breve tratto per poi adagiarsi sul basso fondale e finire divorato da pesci e invertebrati marini, come dimostrano i segni sulle ossa.

Il paesaggio sarebbe più volte cambiato, prima sommerso dall’Oceano Tetide (sorte che toccò all’intera Italia, nella seconda parte del giurassico) poi sollevato dallo scontro fra piattaforme continentali, divenendo l’ambiente alpino che oggi conosciamo.

Berkeley e lo Smithsonian ospitano teropodi contemporanei al Saltriovenator, specie affini la cui comparazione risulta preziosa per poterlo ricostruire rispettando le proporzioni delle parti mancanti: i ricercatori posseggono infatti solo il 10% dello scheletro. In realtà non poco, rispetto alla media dei ritrovamenti di questo genere.

Lungo otto metri, un cranio di ottanta centimetri, pesava una tonnellata: il Saltriovenator è il più antico dinosauro predatore di grandi dimensioni. Anticipa di 25 milioni di anni il tempo della loro comparsa, uno dei motivi dell’importanza mondiale della scoperta.

La struttura delle mani, tre dita artigliate, il quarto dito appena accennato e il quinto già scomparso, sarà ereditata dai predatori del giurassico superiore. Oggi la riscontriamo nelle ali degli uccelli, discendenti dei dinosauri.

E se ci dovessimo imbattere in un fossile? Tutto ciò che si trova nel suolo appartiene allo stato: entro 24 ore il ritrovamento va segnalato alla soprintendenza archeologica regionale o, più semplicemente, ai carabinieri.

Di Corrado Festa Bianchet

 

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