La scoperta del giardino della mente di Jill Bolte Taylor

“Scissa dalla normale realtà, avevo l’impressione di essere una semplice spettatrice, anziché l’attiva protagonista di quello che stavo facendo; di osservare me stessa in movimento come un ricordo. Le dita serrate attorno alle manopole mi sembravano artigli di un essere primitivo.”

Così Jill Bolte Taylor, autrice del bellissimo libro “La scoperta del giardino della mente” edito da Mondadori, inizia il racconto dell’ictus che l’ha colpita nel 1996. Un racconto decisamente fuori dal comune perché descritto, in modo molto avvincente, da chi ha vissuto il malore in prima persona. E perché Jill Bolte è una neuroanatomista, per cui tutto ciò che riguarda il cervello, malesseri inclusi, è pane per i suoi denti.

Ma non bisogna pensare che questo libro sia un manuale scientifico, piuttosto tecnico e noioso. Tutt’altro. L’autrice racconta l’ictus come farebbe un qualsiasi profano di scienze. Lo fa attraverso le sensazioni che prova di minuto in minuto.

Il danno cerebrale ha compromesso gran parte del suo emisfero sinistro, quella zona del cervello che di norma è predominante in ognuno di noi. La Bolte perde progressivamente l’uso della parola, l’abilità di fare calcoli matematici e tutte le altre capacità cognitive.

Una semplice telefonata per chiedere aiuto diventa in questo stato un’impresa difficilissima. Eppure riesce a farlo e a mettersi nelle mani esperte dei medici. Ciò che ne consegue è il resoconto della sua convalescenza che la impegnerà per otto anni.

L’aspetto più sorprendente di questa storia è la scoperta che la scienziata fa durante la malattia. Mentre i medici, gli infermieri e i familiari vedono e interagiscono con ciò che a parer loro sembra “un neonato incapace di dare un senso agli stimoli sensoriali circostanti” dentro il corpo di una donna adulta, in Jill Bolte ha vita un’esperienza completamente diversa.

Il giardino della mente è la parte destra del cervello, emersa una volta che la parte sinistra, quella intellettuale, è stata messa fuori uso dall’ictus.

“L’emisfero sinistro non predominava più come prima sul destro, il che permetteva ad altre parti del cervello di venire alla ribalta. Con l’allontanarsi della coscienza dell’emisfero sinistro e della persona che ero stata, emerse, con una nuova visione delle cose, la persona dell’emisfero destro.”

Un libro da leggere tutto d’un fiato. Una testimonianza preziosa che ci apre la mente e il cuore. Consigliato a chi ha a che fare con persone colpite da danni cerebrali e si trova disarmato di fronte alle difficoltà. Perché  “La scoperta del giardino della mente” è la cronaca accurata di un malato che parla in prima persona.

“Avevo bisogno che le persone che mi stavano vicine credessero nella plasticità del mio cervello e nella sua capacità di crescere, imparare e guarire.”

Una lettura ideale per chi sta attraversando un periodo della vita duro ed è sopraffatto da sconforto e sfiducia.

“La mia esperienza, avere perso la mente sinistra, mi ha portata a credere con tutta me stessa che la sensazione di una profonda pace interiore ha origine nei circuiti neurologici dell’emisfero destro, che sono sempre a nostra disposizione.”

Ma adatto anche a chi è convinto che razionalità significhi sempre e comunque intelligenza a discapito di empatia e intuito.

“La mente destra ha un carattere avventuroso, gode dell’abbondanza ed è estremamente socievole. È empatica e sa interpretare molto bene le emozioni. È l’intuito e la coscienza superiore.”

Il valore di questo libro è dato dal fatto che è stato scritto da una dottoressa, ben lontana dal credere in filosofie new age. La Bolte cita più volte ricerche scientifiche a sostegno delle teorie da lei espresse. E da brava scienziata l’autrice suggerisce alcune pratiche utili a bilanciare i due emisferi cerebrali, per vivere una vita più felice.

Il giardino della mente è il giardino segreto che custodiamo nel nostro cervello, un luogo incantevole pieno di tesori nascosti che richiede cura e ascolto. In cambio ci dona creatività, gioia, empatia, intuizioni e pace interiore. È a nostra disposizione in ogni momento. Per entrare basta lasciare da parte lamentele, giudizi, ansie per il futuro o risentimenti passati, quel persistente chiacchiericcio della mente tipico della parte sinistra dell’intelletto.

“ Vi auguro con tutto il cuore di disfarvi del vostro bagaglio emotivo, com’è avvenuto a me, e ritornare al vostro stato naturale di gioia! Il segreto per accedervi sta nella disponibilità a mettere un freno ai circuiti cognitivi che inducono a rimuginare, ad angosciarsi. Ma bisogna anzitutto che il nostro desiderio di pace sia più forte dell’attaccamento alle nostre miserie, all’ego, al bisogno di avere sempre ragione.”

di Virna Cipriani

Foto tratta da awareness-today

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