Lo strabismo di Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci era strabico. Questo rivela una ricerca condotta a Londra dal neuroscienziato Christopher W. Tyler con a fianco un team di medici della Optometry and Vision Sciences School della City University.

Nello specifico pare che l’artista soffrisse di una particolare disfunzione visiva chiamata exotropia. Secondo lo studio di Tyler, un occhio di Leonardo era affetto da una forma intermittente di strabismo. Come conseguenza il suo cervello avrebbe di tanto in tanto “spento” l’occhio deviato, permettendo al pittore di passare da una visone bioculare a una monoculare. Da questa particolarità sarebbe nato il suo incredibile talento nel cogliere quei dettagli che trasmettono la caratteristica profondità delle sue opere.

Il difetto, secondo il ricercatore inglese, si sarebbe trasformato in un punto di forza per Leonardo da Vinci: l’alternanza 2D e 3D avrebbe spinto il grande artista a cercare di riprodurre la tridimensionalità in modo realistico.

Il Codice Leicester a Firenze per i 500 anni dalla morte di Leonardo

E mentre in Inghilterra ci si interroga sullo strabismo del genio toscano, a Firenze è tutto predisposto per accogliere di nuovo, dopo ben 36 anni, il Codice Leicester.

Conosciuto anche come Codice Hammer, il manoscritto oggi appartiene a Bill Gates. L’imprenditore statunitense lo ha prestato alle Gallerie degli Uffizi in occasione della mostra che si terrà dal 29 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019, evento eccezionale che anticiperà le celebrazioni mondiali dei 500 anni dalla morte dell’artista.

Il Codice Leicester sarà il fiore all’occhiello della mostra intitolata “L’Acqua Microscopio della Natura” curata da Paolo Galluzzo e realizzata dagli Uffizi e dal Museo Galileo, con il contributo di Fondazione CR Firenze.

Com’è facile intuire, il tema dell’esposizione sarà l’acqua, insieme all’ambiente, argomenti molto cari a Leonardo che rappresentano il fil rouge dei 72 fogli del famoso manoscritto.

L’intera opera, ricca di annotazioni e disegni dell’artista, sarà esposta nell’Aula Magliabechiana degli Uffizi. Grazie a un ausilio multimediale all’avanguardia i visitatori avranno la possibilità di sfogliare e leggere ogni foglio su schermi digitali.

Il Codice di Hammer risale al periodo di maggiore attività artistica e scientifica del genio toscano, gli anni tra il 1504 e il 1508. Oltre al manoscritto la mostra ospiterà alcuni straordinari disegni realizzati da Leonardo sempre in quegli anni e prestati da importanti istituzioni italiane e straniere.

di Virna Cipriani

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